LA STORIA DELLA BASILICA

Secondo alcuni la chiesa dedicata a Sant’Eustachio è sorta sulla sua casa, già nominata Platana per un albero di platano che lì c’era. Vi riposano i corpi di Sant’Eustachio, suo figlio Agapito e sua moglie Teopista. La chiesa fu restaurata nel 1195 da Celestino III, che vi aggiunse il campanile.

“Questa chiesa è anche celebre per gli atti illustri che qui dal Popolo Romano si celebravano; e fino ai tempi di Pio V qui si dava ogni grado di dottorato agli studenti della Sapienza. Anche oggi il Popolo Romano oltre la solita offerta del calice e torce nella festa del Santo dona un palio di velluto rosso il 29 gennaio per essere stato in quel giorno, l’anno 1598, sotto Clemente VIII recuperato alla Chiesa lo Stato di Ferrara”.

Nel portico si osserva un ricordo marmoreo del conte Giovanni Giraud; in alto altro ricordo marmoreo del battesimo qui celebrato di Alessandro Farnese.

Fonte: Libretto Basilica di Sant’Eustachio
Autori: Antonio Menegaldo e Vincenzo Francia