Alla ricerca del buon caffè

"Dal 1999 abbiamo visitato alcuni tra i migliori paesi produttori, per importare direttamente caffè di alta qualità"

Cartoline di Viaggio

CARTOLINE DI VIAGGIO: Alla Ricerca del Buon Caffè

"Dal 1999 abbiamo visitato alcuni tra i migliori paesi produttori, per importare direttamente caffè di alta qualità"

PROCED, BRASILE Associazione nel municipio di Piraju, nel nord-est paulistano, di media grandezza, in una regione dove la produzione di caffè è in crescita sul fronte della qualità.

COOXUPE’, BRASILE Nel municipio di Guaxupé, nel sud di Minas Gerais, non lontano dalla frontiera con lo Stato di São Paulo, c'è la più grande cooperativa di caffè al mondo, la Cooxupé. Tanto grande da riuscire a vendere il caffé degli associati, raggiungendo in certe annate i tre milioni di sacchi: una quantità pari a quella di un intero paese che ha una produzione media di caffé. È una cooperativa dotata di ogni possibile tecnologia per lavorare il caffé e accontentare i compratori di tutto il mondo. Oltre a comprare il caffé degli associati, distribuisce loro fertilizzanti e antiparassitari. Sicuramente è la protagonista ‘dell'industrializzazione del caffè’, un po’ ‘statalizzato’.

Nella sua grande sala di classificazione e assaggio, ci sono mensole piene di campioni inviati agli importatori di tutto il mondo: è lo specchio della ‘cultura’ e del potere di acquisto di ogni Paese compratore. Questo archivio parte infatti dai Paesi che acquistano caffè brasiliano con molti difetti e di bassa qualità, e arriva a quelli più esigenti in fatto di selezione. Ci fa onore scoprire che in questa classifica l'Italia è penultima: l'unico Paese che compra in quantità i caffè brasiliani migliori è il Giappone. Questi archivi iniziano dal basso e vanno verso l'alto, fino ad arrivare al 19 come grandezza del chicco. Qui c'è tutto di tutto del Brasile, con la tecnologia per trasformare il caffè come si vuole.

REPUBBLICA DOMENICANA Gli associati della Junta sono distanti dal paese più vicino, La Vega, anzi quasi isolati. È una realtà difficile a causa di veri problemi di povertà e di una non facile organizzazione. La natura è montagnosa e bella. Purtroppo è difficile costruire un futuro condiviso per più persone, quando la fatica di un anno di lavoro, già parzialmente impegnato per i debiti, diventa una festa per i soldi ricevuti e subito finiti in pochi e disordinati giorni. Eroico progetto sostenuto e creato da CTM Altromercato, grazie al prodigarsi di Fabiano Ramin. L’unica possibilità per il futuro sarebbe avere persone di Ong locali o di altre realtà che seguano gli associati nel loro quotidiano. Caffè incostante.

SANTOS, BRASILE Questa località sulla costa dà la denominazione al caffè per esportazione brasiliano. Qui si trova il porto dove parte la maggior parte del caffè brasiliano, caricato su navi porta-container alte come palazzi che ‘sfrecciano’ all'uscita del canale creando un traffico di tipo stradale. Questa città ospitava la borsa del caffè: oggi rimane solo il palazzo, trasformato in un museo. Ma tuttora Santos è il centro economico del caffè brasiliano. Qui hanno sede le maggiori ditte del caffè e gli esportatori. Non è facile da immaginare, ma ecco un racconto di quello che succede in queste aziende, sia a Santos che all'interno: ‘Il produttore porta un campione del suo raccolto a queste ditte; a Santos di solito arrivano solo i produttori più grandi, più spesso i coyote. Quindi presentano il campione a uno sportello, frequentato come l'ufficio postale, e attendono qualche decina di minuti che il caffè venga catalogato per i suoi difetti, valutato, tostato, assaggiato e che gli sia attribuito un valore in denaro. Se accetta la valutazione, il produttore conferirà il caffè a quella azienda, in alternativa potrà cercare di meglio provando con un’altra. Chiaramente con poche ore a Santos si assaggia il caffè del paese.

COOPERVITAE, BRASILE Piccola associazione in Sul de Minas.Gli associati coltivano in maggioranza in modo biologico. Molte cose, il magazzino, la lavorazione, i campi a volte, sono affittati. Produce caffè sia convenzionale che biologico. Sorprende il fatto che abbia ottenuto la licenza di esportazione. Perché il caffè subisca una buona lavorazione per l'esportazione, è necessario che si eliminino molti difetti e la presenza diffusa di immaturi. Possono crescere. Lo spero per loro. Caffè senza difetti prevalenti, ma senza finezza.

COOPFAM, BRASILE Associazione di piccoli coltivatori nel sud di Minas Gerais. Le coltivazioni ‘ondeggiano’ su colline alte più o meno 1000metri. I soci hanno saputo organizzarsi per seguire le coltivazioni sia in regime di agricoltura convenzionale che biologica, ponendo grande attenzione ai metodi e alle certificazioni. La loro disciplina consente di produrre un caffè di elevata qualità. Grazie ai sacrifici condivisi, sono riusciti a ottenere la licenza per l’esportazione e ad avere un magazzino di proprietà dell'associazione. Si tratta di una realtà molto rara, che ha realizzato completamente la filosofia del commercio giusto. Caffè ottimo (parecido de amor).

SAMPAIO, BRASILE Piccola associazione del sud di Minas Gerais che ha un grande desiderio di far parte del commercio giusto. Gli associati sono in bilico, aspettano i compratori del commercio giusto, altrimenti il costo della certificazione non è sopportabile. Caffè discreto.

APOMS, BRASILE Associazione che ha la ferma convinzione di coltivare con metodo biologico, nel Mato Grosso do Sul. In questa regione il caffè è poco diffuso, ma c’è una buona disponibilità di acqua. Il terreno è pianeggiante. I coltivatori sono legati alla madre terra e vivono rispettandola. Caffè con forte sentore di organico.

UNIPASV, BRASILE L’associazione che ha sede nel sud dello Stato di Minas Gerais ha un buon numero di associati. Non ha quasi niente di proprietà ed è una realtà in bilico per problemi economici. Il prodotto è un caffè incostante e a volte con problemi di fermentazione.

FACI, BRASILE Associazione abbastanza grande dello Espirito Santo, regione che si trova all’interno di un grande parco nazionale e sotto una delle montagne più alte del Brasile. Producono caffè semi-lavato a causa di una stagione secca meno definita rispetto allo Stato confinante di Minas Gerais. L’associazione dipende dalle decisioni del Comune. Caffè interessante.

AC COSTAS, BRASILE Comunità molto legata. Il caffè è il prodotto maggiormente coltivato. Si occupa di parecchi progetti, sulla scuola, sul recupero giovani e così via. Brava gente. Speriamo incontrino sulla loro strada il commercio giusto. È bella la natura sulle colline che dominano il bacino artificiale di Furnas. Caffè buono e con buona altitudine.

OPL, BRASILE L' Organizzazione del popolo che lotta” si trova nell'ovest dello stato di Minas Gerais, vicino alla regione Espirito Santo, in una zona chiamata Matas. È una realtà fatta da gente che ha voglia di far parte del commercio giusto. Caffè con buona acidità, più complesso e completo.

CONQUISTA, BRASILE La fazenda Conquista più che una fazenda è una regione. Incredibilmente grande, per decine di chilometri si viaggia immersi in un ‘mare’ di milioni di piante di caffè. È di proprietà dell’azienda Ipanema, che coltiva uno dei caffè più di qualità tra i grandi produttori del Brasile. Sembra qualcosa di innaturale. Nella spianata cementata dove si secca il caffè ci atterrano piccoli aerei. Questo grande spazio può contenere il caffè mentre si secca al sole per non più di tre giorni. Poi il prodotto deve finire l'essiccamento in grandi stufe, trasportato da tapis roulant. Durante la raccolta vengono selezionati 2-3mila sacchi al giorno! Il caffè buorbon assaggiato è stellare: miele allo stato puro!.

COASOL, BRASILE Piccola associazione che si trova vicino alla cittadina di Londrina, nello Stato del Paraná. In seguito alla gelata del ’72, lo Stato del Paraná ha perso il primato della produzione del caffé in Brasile. Oggi rimane ben poca cosa, meno del 5% rispetto al passato, perché la coltivazione è ‘strangolata’ dalle grandi piantagioni di soia e mais. L'associazione vive in questa realtà, cercando di portare avanti la tradizione dei padri. Sa coltivare il caffé soprattutto la comunità giapponese. È dura la ricerca di compratori del commercio giusto. Caffé decisamente interessante.

TERRE ALTE DI HUEHUETENANGO, PRESIDI INTERNAZIONALI DI SLOW FOOD, GUATEMALA Nella catena montuosa dei Cuchumantanes, nei municipi di San Pedro Necta, La Libertad, Cuilco, La Democrazia, e Totos Santos Chuchumantanes, Slow Food e la cooperazione italiana attraverso tre associazioni stanno realizzando un progetto di caffè guatemalteco, con l’obiettivo di vendere il prodotto in Italia e non solo. Si tratta di un’area vocata al caffè di qualità, anche se le caratteristiche in tazza di elevata acidità sono poco adatte ai palati nostrani, scarsamente allenati. Spero per i coltivatori che dopo l'aiuto e il sostegno economico il progetto riesca a proseguire con le sue gambe.

FEDECOCAGUA, GUATEMALA Consorzio composto da molte cooperative, distribuite un po’ in tutto il Paese. È un attore di primo piano del commercio giusto per i volumi di vendita che raggiunge. Aiuta i soci delle cooperative a lavorare la terra e a vendere il prodotto, e in più tiene corsi di vario tipo, come quello sul cooperativismo. Tutti questi sforzi vengono fatti per eliminare i passaggi intermedi del caffè dal produttore, coyote, esportatori o mercato interno.
Dispone di un’ottima sala per gli assaggi, dove si può scoprire che sapore ha il caffè coltivato in Guatemala. Buon esempio di realtà grande e di grande cooperativismo. Il consorzio dovrebbe aiutare di più i pochi produttori che adottano la coltivazione biologica, sempre meno diffusa.

CHAJULENSE, GUATEMALA L'associazione è una realtà importante. Per aver aiutato un popolo parzialmente sterminato, per aver mantenuto tradizioni secolari nella raccolta e nella lavorazione del caffè, per aver cercato il commercio giusto e per aver deciso di farne parte. Padre Rosolino è stata la persona che ha aggregato questa gente, li ha aiutati e li aiuta tuttora in questo percorso. Alla fine della guerra civile l'associazione ha ricevuto dall'estero molti soldi per realizzare progetti oltre il caffè, progetti per la comunità. Ma la gestione è stata poco attenta, tanto da far rischiare la chiusura. Ora l’associazione è seguita da consulenti esterni che hanno il compito di razionalizzare le attività e ripagare i debiti, che hanno raggiunto il milione di dollari. Spero vivamente che presto possano raggiungere una tranquillità economica e non abbiano più bisogno di consulenti, per concentrarsi sulla produzione del caffè. E dare vita a progetti possibili per la comunità. Caffè ottimo.